ZONE.NET

 

Roccelletta di Borgia

 

Accomodation and leisure

Roccelletta di Borgia is one bathing locality a lot attended from the tourists, above all in the summery season.
Beyond that for the beauty of the landscape, situated in means to the green, where to contact with the nature has been tightened, to attract the tourists they contribute also to the places of holiday and ristorazione. As far as that, to Roccelletta there are two you camp: `'The Cammello Grigio’’ and `' The Calabrisella'’.

 

They offer to services of ristorazione and night's passing, beyond to one staff of always active animation and amusing. All that can be had to enough meager prices.
If then the tourist is disposed to spend a little more she can lodge in a residence. Roccelletta has two: `' The Gavius'' and `' The Gaia''. They offer better services but to prices unquestionably higher.

 

 

There is also a farm holidays, for who loves the nature: ‘’Pero Selvetico’’'.
For the young people attended discotheque is one a lot, the ‘’Atmosfera’’ and a go-kart.
At last there are also two restaurants where specialties made up of fish can be tasted.

 

 

Archeology

The archeological excavations primarily concerned the Theatre, the Forum and the Normann Basilica. The wall structures of the Greek city didn't emerge contrary to the Roman ruins that did.The material used was pottery deriving from Greek and Roman centers. S. Maria of Roccella Basilica has a Romanic style with bizantine and arab traditions ( the nave is illuminated by five windows on each side ). The Forum is a big rectangular area (floored with square bricks ), sourranded by arcades, a inside temple, a monumental fountain and a court. Beside the Forum that is set on a hill, the theater that hosted3500 spectatores , stands. Considerabile group of statues and pictures kept in theAntiquarium comes from this zone.In 1982 in the area the archeological park was opened to the public, and every year in the summertime the works of the most important contemporary artists are disployed in the amazing outside area.

Il Teatro di Scolacium

Il teatro romano di Scolacium, ricadente oggi all'interno del Parco Archeologico di Roccelletta, pur appoggiandosi al declivio naturale di una collina secondo la maniera greca, è riferibile, nelle strutture finora indagate, all'impianto romano. Alla prima fase, in epoca giulio-claudia, riconoscibile per l'impiego dell'opus reticulatum, appartengono la cavea (la gradinata per il pubblico), il vano in summa cavea, il muro dei pulpitum (il palcoscenico), parte della decorazione architettonica marmorea della scena, l'ara dei Seviri Augustali ed i resti di una epigrafe monumentale.
Alla seconda fase (100-150 d.C.) appartengono la scena, i parasceni, forse l'orchestra, alcuni capitelli e la decorazione fittile della scena (lastre ed antefisse). L'abbandono dell'edificio, a seguito di un violento incendio, sembra essere avvenuto prima della metà del IV° sec. d.C., epoca in cui inizia l'imponente interro.
Poco resta dei muri della scena, quasi completamente crollata, se non le strutture in fondazione. Ben conservati sono invece il muro del pulpitum e la fossa dell'aulaeum (sipario), con otto pozzetti dentro cui scorrevano pali e contrappesi per manovrare il sipario dal basso verso l'alto. Dalla scena provengono tre teste-ritratto di notabili locali (due d'età giulio-claudia ed una d'età flavia) .
Attorno all'orchestra semicircolare (10-12 metri di diametro) pavimentata a grandi lastre di calcare, sono tre bassi gradoni destinati ad ospitare i subsellia (i posti d'onore di allora). Un corridoio (praecinctio) separa quest'area dall'íma cavea, che conserva ancora gran parte della gradinata, divisa in cinque cunei da sei scalette; nel punto più alto del cuneo centrale è un grande podio in muratura (m 1,7x 1) di destinazione ancora incerta.
Così misurata e strutturata, l'ampiezza dell'intera cavea, che raggiungeva i 60 metri di diametro, era tale da poter ospitare circa 3500 spettatori.

Il termine

Il termine "Roccelletta" che identifica la località, compare per la prima volta in documenti del 1096-1110 dopo Cristo che parlano di un "monasterío Beatae Maríae de Rokella", forse in origine un complesso basiliano di cui rimarrebbe memoria nell'oratorio attualmente al bivio tra la Statale 106 e la strada Statale per Borgia all'ingresso del Parco Archeologico di Roccelletta.
Oggi il nome viene riferito a questi imponenti ruderi della chiesa di S. Maria, edificata dai Normanni tra la fine dell'XI° e la prima metà del XII° secolo. Il monumento, che venne edificato sui resti dell'antica città romana di Scolacium, ormai dimenticata, è in stile romanico occidentale, ma conserva tuttavia forti influenze bizantine ed ebbe più fasi costruttive.
Nelle parti alte delle murature si riutilizzarono materiali edilizi romani, con una tecnica diversa dal resto della chiesa. Pesanti interventi di restauro ne deturpano oggi la facciata, dove il grande oculo è moderno; forse anche il passaggio sul lato nord è moderno  La chiesa aveva una grande unica navata (m.73x25), coperta da capriate lignee ed illuminata da cinque grandi finestre per lato, che conduceva al grande arco, con due stretti passaggi laterali, oltre il quale è il transetto sopraelevato.
Questo era coperto da un sistema di volte a crociera e sporgeva lateralmente rispetto alla navata, inglobando le scale che portavano alla sommità. Dal transetto, attraverso ampi passaggi a gradini, si accedeva al triplice corpo absidale. Sotto il presbiterio è la cripta, coperta anch'essa con volte a crociera.

Nel territorio del Comune di Borgia...

Nel territorio del comune di Borgia, poco più a sud di Catanzaro Lido, si estende l’area del Parco archeologico di Scolacium, costituito nel 1982 da parte del Ministero per i Beni Culturali, grazie all'impegno della Soprintendenza Archeologica della Calabria. I ritrovamenti archeologici, rinvenuti sul luogo, sono la testimonianza che trattasi della antica colonia greca di Skylletion che successivamente vide il sorgere della romana Scolacium. Secondo gli studiosi, altri indizi, farebbero pensare all’esistenza del borgo, ancor prima della venuta dei greci. Il parco conserva al suo interno, all’ ombra dei verdi ulivi secolari, antichissime costruzioni di epoca greco-romana, normanna e diversi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico, ceramiche di età remote e numerose statue acefale.

Roccelletta di Borgia

Roccelletta di Borgia

All'ingresso del parco, imponente si erge la Roccelletta di Borgia, basilica dedicata a Santa Maria della Roccella, chiamata anche Roccelletta del vescovo di Squillace. Una costruzione fatta in mattoni rossi, di epoca incerta, poiché diverse sono le fasi di costruzione della stessa, come facilmente si può evincere dall’osservazione della sua composizione, varia e non uniforme. Sono mescolati insieme diversi stili architettonici, quello romanico, bizantino e arabo. Secondo alcuni sarebbe stata edificata dai Normanni tra l'XI e il XII secolo, e probabilmente non venne mai portata a compimento. Nelle murature delle parti più alte della costruzione, si nota che sono stati riutilizzati materiali edilizi della città romana. All’interno, la costruzione si presenta vuota e priva di opere d’arte, con un’unica e grande navata che ha alla sommità l’abside divisa in tre parti e raggiungibile mediante ampie gradinate.

Continuando la piacevole passeggiata all’interno del parco si può ammirare il Teatro Romano, di dimensioni ragguardevoli e di cui sono ben visibili le gradinate, e il vecchio Foro Romano, la piazza pavimentata con grandi mattoni laterizi, la sede del senato, un monumento religioso, una fontana…. L’intera area del parco, che conserva ancora sotto di se la maggior parte della storia di diverse civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli, è un’area ricca, di notevole valore storico culturale e artistico, in grado di offrire molto ad un tipo di turismo socio-culturale che si affianca a quello balneare delle belle coste ancora vergini di Borgia.

Roccelletta di Borgia

 

Archaeological park of Scolacium
and the Roccelletta di Borgia

 
Vacations Tourism Art Culture History
 
Archaeological park of Scolaciume the Roccelletta di Borgia - Vacations Tourism Art Culture History

In the territory of the common one of Borgia, little more to south than Catanzaro Lido, the area of the archaeological Park of Scolacium, constituted in the 1982 extends from part of the Ministry for the Cultural Assets, thanks to the engagement of the Archaeological Soprintendenza of the Calabria. The archaeological ritrovamenti, recovered on the place, are the testimony that is be a matter of the ancient Greek colony of Skylletion that subsequently saw rising of the Scolacium Roman. According to the students, other indications, would make to think next to the existence of the village, still before the come one of the Greeks. The park conserve to its inside, the shadow of the secular, ancient constructions of greco-roman age, normanna and various ulivi greens reperti archaeological of remarkable historical-artistic interest, ceramic of remote ages and numerous acephalous statues.

 To the income of the park, imposing erge the Roccelletta di Borgia, basilica dedicated to Saint Maria of the Roccella, call also Roccelletta of the bishop of Squillace. A construction made in mattoni red, of uncertain age, since various is is made of construction of the same one, as easy it can be evincere from the observation of its composition, varies and not uniform. They are stirs to you with various architectonic styles, that Romanesque one, bizantino and Arab. According to some it would have been built up from the Normanni between the XI and XII the century, and probably it did not come never capacity to fulfillment. In masonries of the higher parts of the construction, famous that have been it is red-use to you material building of the roman city. Inside, the construction is introduced empty and deprived of works of art, with only and a large one navata that it has to the top the apse uniform in three parts and raggiungibile by means of gradinate widths.

Continuing the pleasant walk inside of the park the RomanTheatre can be admired, of considerable dimensions and of which the gradinate ones are very visible, and the old Roman Hole, the public square paved with large mattoni lateritious, the center of the senate, a religious monument, one Fontana…. The entire area of the park, than conserve still under of if the greater part of the history of various civilizations that are succedute in the course of the centuries, is a rich area, of remarkable cultural and artistic historical value, in a position to offering very to a type of associate-cultural tourism that is still placed side by side to that bathing one of the beautiful coasts vergini of Borgia.
  


Like arriving to us
SS 106 near Catanzaro Lido, to continue for Borgia.


All the present material on the situated one is of property of StudioDuemilasei by it is prohibited uses it in whichever moNel territory of the common one of Borgia, little more to south than Catanzaro Lido, extends the area of the archaeological Park of Scolacium, constituted in the 1982 from part of the Ministry for the Cultural Assets, thanks to the engagement of the Archaeological Soprintendenza of the Calabria. The archaeological ritrovamenti, recovered on the place, are the testimony that is be a matter of the ancient Greek colony of Skylletion that subsequently saw rising of the Scolacium Roman. According to the students, other indications, would make to think next to the existence of the village, still before the come one of the Greeks. The park conserve to its inside, the shadow of the secular, ancient constructions of greco-roman age, normanna and various ulivi greens reperti archaeological of remarkable historical-artistic interest, ceramic of remote ages and numerous acephalous statues.
To the income of the park, imposing erge the Roccelletta di Borgia, basilica dedicated to Saint Maria of the Roccella, call also Roccelletta of the bishop of Squillace. A construction made in mattoni red, of uncertain age, since various is is made of construction of the same one, as easy it can be evincere from the observation of its composition, varies and not uniform. They are stirs to you with various architectonic styles, that Romanesque one, bizantino and Arab. According to some it would have been built up from the Normanni between the XI and XII the century, and probably it did not come never capacity to fulfillment. In masonries of the higher parts of the construction, famous that have been it is red-use to you material building of the roman city. Inside, the construction is introduced empty and deprived of works of art, with only and a large one navata that it has to the top the apse uniform in three parts and raggiungibile by means of gradinate widths. Continuing the pleasant walk inside of the park the RomanTheatre can be admired, of considerable dimensions and of which the gradinate ones are very visible, and the old Roman Hole, the public square paved with large mattoni lateritious, the center of the senate, a religious monument, one Fontana…. The entire area of the park, than conserve still under of if the greater part of the history of various civilizations that are succedute in the course of the centuries, is a rich area, of remarkable cultural and artistic historical value, in a position to offering very to a type of associate-cultural tourism that is still placed side by side to that bathing one of the beautiful coasts vergini of Borgia.

 

Comunicato della mostra : Intersezioni 2: Antony Gormley


Gormley e Scolacium ovvero il respiro di un artista dentro una città scomparsa. L’ambizioso progetto a cura di Alberto Fiz prenderà forma tra gli ulivi e le antiche rovine del Parco Archeologico di Scolacium, tra Catanzaro e le spiagge joniche, tra il 25 giugno e il 8 ottobre.
Time Horizon è il titolo dell’installazione che Antony Gormley ha realizzato appositamente per Scolacium. Saranno 100 sculture in ferro di 189x53x29 centimetri, dal peso di 650 chili ciascuna che l’artista inglese ha creato partendo dai calchi del suo corpo; le opere appaiono come una serie di varianti rispetto al processo di respirazione.
L’evento espositivo organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, propone, accanto all’installazione che dà il titolo alla rassegna, una mostra personale di Gormley nei suggestivi ambienti del Museo del Frantoio, all’interno del Parco di Scolacium, con una selezione di opere che vanno dalla fine degli anni Ottanta sino a oggi, in grado di ripercorrere la ricerca linguistica e le innovazioni stilistiche dell’artista.

Time Horizon caratterizza la seconda edizione di Intersezioni, la rassegna nata nel 2005 con l’obiettivo di proporre una nuova fruibilità dell’arte, sottolineando la relazione tra il patrimonio archeologico e l’esperienza dei maggiori scultori contemporanei.
Tony Cragg, Jan Fabre e Mimmo Paladino sono stati i protagonisti della prima edizione. “Dopo il successo dello scorso anno il Parco Archeologico di Scolacium è al centro di un altro impegnativo progetto internazionale particolarmente innovativo dove l’arte di oggi instaura un inedito dialogo con la memoria e la storia”, afferma Maurizio Rubino Assessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro. Ed è il Presidente della Provincia di Catanzaro Michele Traversa a confermare che “con Intersezioni la Calabria della cultura non solo valorizza uno dei suoi luoghi storici di maggior fascino ma diventa un punto di riferimento per la comprensione dei linguaggi più attuali promuovendo un nuovo approccio con i maggiori maestri della contemporaneità”.



Per quanto riguarda il progetto espositivo è Alberto Fiz a spiegare come “in questo caso Gormley abbia messo a disposizione il proprio corpo per compiere un’indagine sull’universo fisico e sensoriale che interagisce con il territorio e con l’architettura del luogo”. Tutto ciò, ribadisce il critico, “consente di ampliare la nostra percezione e di sviluppare un percorso visivo completamente nuovo ponendoci in continua relazione con la moltitudine del nostro essere e del nostro agire. L’uomo diventa, allo stesso tempo, contenitore e contenuto dello spazio infinito”.
Le sculture occupano il Parco di Scolacium disponendosi sull’intera area sia nella zona archeologica del Foro, ovvero la piazza principale della colonia Minervia Scolacium dove un tempo erano situati i monumenti più importanti, sia nell’immenso uliveto circostante. Sono state collocate ciascuna su una base differente alla stessa altezza creando un’unica linea dell’orizzonte. “E’ la prima volta che posso utilizzare un luogo così affascinante e così ricco di riferimenti alla memoria storica e alla realtà del presente”, afferma Gormley. “Il mio progetto si sviluppa su due assi, quello orizzontale della storia e quello verticale della natura e della terra. Le mie sculture, che richiedono la presenza diretta dello spettatore, si possono considerare come una sorta di agopuntura in grado di ridare energia allo spazio evidenziando aspetti che prima sembravano nascosti”.
L’installazione dello scultore inglese va considerata come un innesto sul territorio dove archeologia e geologia trovano nuovi punti di connessione e lo spettatore che giungerà al Parco Archeologico di Scolacium si troverà a compiere un percorso esplorativo affascinante e misterioso dove le opere di Gormley attendono in silenzio di essere scoperte creando un rinnovato dialogo con chi osserva.

Accanto a questa complessa installazione ci sarà, come s’è detto, una mostra allestita negli spazi del Museo del Frantoio che per la prima volta viene utilizzato per un’esposizione d’arte contemporanea. In una cornice di archeologia industriale formata da macine, presse e mole degli anni Trenta per la lavorazione delle olive, sono state collocate alcune opere come Seeing and believing del 1988, Sovereign State del 1989/90, Transfuser III del 2002 e Concentrate I del 2003 da cui risulta con chiarezza l’originalità dell’indagine di Gormley che ha rivitalizzato la figura umana nella scultura contemporanea attraverso una radicale indagine sul corpo, inteso come luogo di memoria e di metamorfosi in una ricerca sull’individualità ma anche sul corpo collettivo e sulla relazione tra sé e gli altri. A questo proposito appaiono emblematiche le due opere della serie Quantum Cloud, ovvero Quantum Cloud XVII e Quantum Cloud XXIV, entrambe del 2000, dove la figura appare nascosta all’interno di filiformi strutture in acciaio che ne impedisce una reale percezione, come se chi osserva fosse costretto ad un continuo processo di avvicinamento e di allontanamento. Nel caso di Transfuser III del 2002, il corpo sospeso è avvolto da un involucro in acciaio, quasi una navicella spaziale, che sembra custodire il feto.
Nella piccola piazzetta che porta all’ingresso del Museo del Frantoio lo spettatore sarà accolto invece da Present Time del 2001, una grande scultura in ferro di tre metri e mezzo d’altezza basata sulla sovrapposizione di due calchi dell’artista divisi da una linea orizzontale dove si crea una stretta relazione tra l’elemento fisico e quello spirituale, tra lo spazio interno e quello esterno in una indagine tesa a metterci in contatto con l’aspetto più recondito e segreto dell’esistenza.

La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese edito da Electa che rappresenta la prima importante monografia dell’artista pubblicata in Italia. Accanto al saggio del curatore Alberto Fiz, sono raccolti contributi critici di Maria Grazia Aisa, Bruno Corà e Colin Renfrew. Il volume, inoltre, è accompagnato da un’intervista di Antony Gormley con Alberto Fiz.


Organizzazione: Assessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria

 

Comunicato della mostra : Intersezioni - Terza edizione

Vernice per la stampa: venerdì 13 luglio ore 19.00

Stephan Balkenhol, Wim Delvoye e Marc Quinn, tre artisti per la terza edizione di Intersezioni, ormai consolidato terreno di contaminazione tra la scultura contemporanea e l’archeologia.
Lo scenario con cui molti dei maggiori protagonisti europei desiderano confrontarsi è quello, straordinario, del Parco Archeologico di Scolacium, il luogo che deriva da Minervia Scolacium, la colonia romana che s’installò nel 123-122 a.C. sulla città greca di Skilletion (prima di Balkenhol, Delvoye e Quinn, qui hanno realizzato i loro progetti Antony Gormley nel 2006 con Time Horizon e l’anno precedente Tony Cragg, Jan Fabre e Mimmo Paladino).
L’evento espositivo è organizzato anche quest’anno dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria.
La scelta di far convivere la poetica di tre artisti come Stephan Balkenhol (Hessen, 1957), Wim Delvoye (Gand, 1965) e Marc Quinn (Londra, 1964) che Alberto Fiz, curatore del progetto, ha deciso di coinvolgere per questa terza edizione, non è affatto casuale. La cifra di Intersezioni, ovvero una relazione forte tra luogo e creazione d’artista, è quest’anno potentissima ed emozionante e prima di realizzare i loro interventi, i tre artisti hanno voluto vivere il luogo, lasciarsi fascinare dagli antichi edifici, prima di progettare i loro interventi.
“Con tecniche, modalità e poetiche assolutamente autonome”, spiega Alberto Fiz, “Balkenhol, Delvoye e Quinn, appartenenti alla medesima generazione, hanno saputo cogliere l’evoluzione della scultura ponendosi in relazione dialettica nei confronti della storia dell’arte, intesa come comune bagaglio culturale da cui attingere”. Se le figure in legno intagliate di Balkenhol fanno riferimento alla tradizione medievale e al Rinascimento del Nord Europa, le creazioni in acciaio corten di Delvoye si richiamano al gotico, mentre Quinn, con i suoi marmi, bronzi e cementi, si muove intorno al concetto stesso di classicità.

“Intersezioni è ormai una realtà imprescindibile e anche quest’anno si pone come uno dei progetti internazionali più stimolanti, in grado di proporre un modello autonomo per la divulgazione della cultura facendo convivere differenti sinergie in un dialogo continuo tra antico e contemporaneo”, spiega Maurizio Rubino Assessore alla Cultura della Provincia di Catanzaro che, insieme al Presidente della Provincia Michele Traversa, ha voluto con determinazione questo progetto.
Del resto, in questo luogo magico e incontaminato della Calabria a pochi chilometri da Catanzaro, nel comune di Borgia, in uno spazio di 40 ettari, si coglie la silenziosa potenza di una storia millenaria testimoniata da uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia meridionale, una preziosa stratificazione di civiltà: greca, successivamente italica, quindi romana e infine normanna.

Il luogo diventa non solo la sede espositiva ma il punto focale di un’indagine a tutto tondo in grado di recuperare un’unità che appariva perduta. Quest’anno, poi, si assisterà ad un progetto integrato che, per la prima volta, coinvolgerà anche l’importante Museo Archeologico di Scolacium dove verranno collocate tre sculture di Quinn. Sarà, poi, utilizzato da Balkenhol il Museo del Frantoio, già scenario nel 2006 della suggestiva esposizione dedicata a Gormley.
Per quanto riguarda gli spazi esterni sono oltre 40 i progetti installativi proposti con opere talvolta inedite e generalmente mai esposte prima d’ora in Italia.

Stephan Balkenhol ha scelto d’insediarsi nell’area della Basilica normanna di Santa Maria della Roccella. Qui farà approdare la sua Barca di 8 metri di lunghezza e 5 tonnellate di peso, scolpita in legno, con due immagini, l’una maschile l’altra femminile, sulle due fiancate, quasi una rievocazione leggendaria delle navi dei pirati. Accanto ad una serie di caratteristici lavori in legno dipinto che faranno da contrappunto alla Basilica, l’artista tedesco ha voluto rendere un omaggio a Scolacium, un luogo che gli ulivi hanno per secoli preservato. Egli, infatti, incoronerà simbolicamente il Parco della Roccelletta con la sua Kranz-Skulptur, una corona reale composta da 22 parti in cemento e bronzo. A completare il progetto sarà la mostra retrospettiva nel vicino Museo del Frantoio dove compaiono, tra l’altro, due grandi altorilievi di quasi tre metri ciascuno.

Di particolare suggestione è il progetto gotico di Wim Delvoye collocato nella zona del Foro dove lo stile assume un aspetto allegorico e paradossale del tutto straniante nel contesto di Scolacium. Su questo tema l’artista belga ha già proposto, in differenti contesti, le sue opere ma il progetto ambientato al Parco della Roccelletta è sicuramente il più imponente e ambizioso. Delvoye ha realizzato un vero e proprio cantiere per costruzioni edili dove ciascuna macchina si trasforma in un’opera d’arte in movimento. Sono destinati ad avere uno straordinario impatto scenografico i due caterpillar alti nove metri già esposti negli Stati Uniti che trasformeranno il Parco in un cantiere permanente aperto durante la mostra con scavatrici, segnali e transenne, tutti rigorosamente decorati in acciaio corten. Non mancano nemmeno due Betoniere e un camion di quasi nove metri, Dump Truck, analogo per ideazione al Flatbed Truck che rappresenta in questi giorni uno degli elementi di maggior attrazione di Art Basel, la più importante fiera d’arte contemporanea del mondo. Quelle di Delvoye sono macchine monumentali dove il valore d’uso viene messo in discussione dall’aspetto postmoderno del linguaggio.

Nel suo personale dialogo con la classicità, Marc Quinn indaga la poetica del frammento e nel contesto del Teatro ambienta le sue Flesh, ovvero una serie di opere in bronzo patinato nero dove l’artista inglese indaga l’elemento organico mettendo in scena carni di animali che all’interno del Teatro assumono le sembianze di vere e proprie figure fantasmatiche. Un’indagine, quella di Quinn che si rivolge alla lezione di Rembrandt ma non è priva di riferimenti a Francis Bacon. Per la prima volta, poi, verranno esposte due opere in cemento come Hoxton Venus e Totem che evocano la componente maschile e quella femminile richiamando la tematica della Barca di Balkenhol.
L’installazione proseguirà idealmente all’interno del Museo Archeologico di Scolacium dove verranno collocate tre sculture in marmo bianco legate alla poetica del frammento che entrano in relazione con le sculture romane acefale creando una serie di confronti e rimandi ricchi di conseguenze.

Brevi note biografiche

Stephan Balkenhol nato a Hessen in Germania nel 1957 espone regolarmente in gallerie e musei dal 1984 tra cui la Kunsthalle di Basilea, la Kunsthalle di Amburgo, l’Irish Museum od Modern Art di Dublino, la Nationalgalerie di Berlino, l’Hirshorn Museum di Washington, il Montreal Museum of Fine Art di Montreal. Nel 2007 ha esposto oltre 100 opere al Museo d’Arte Moderna di Salisburgo. Sempre nel 2007 una sua mostra si svolgerà al Pac (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano.

Wim Delvoye nato a Gand in Belgio nel 1965 ha esposto in mostre personali nei principali musei europei e americani come il Centre Pompidou di Parigi, il New Museum di New York, il Muhka di Anversa, il Pecci di Prato, il Castello di Rivoli. Delvoye ha preso parte alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel. Una parte consistente della sua attivtà si svolge in Cina dove ha avuto ampi riconoscimenti.

Marc Quinn nato nel 1964 a Londra, ha, sin dagli anni Novanta, un’importante curriculum espositivo. Ha partecipato nel 1997 a Sensation: Young British Artists from the Saatchi Collection, presso la Royal Academy of Arts, a Londra. Ha tenuto diverse mostre personali in importanti istituzioni nel mondo, tra cui la Tate Gallery of Modern Art, a Londra (1995), la Kunstverein Hannover, ad Hannover (1999), la Fondazione Prada, a Milano (2000), l’Irish Museum of Modern Art, a Dublino (2004) e al Macro, Roma (2006). Attualmente una sua scultura in marmo di tre metri e mezzo, Alison Lapper è esposta a Trafalgar Square nel cuore di Londra.

Organizzazione: Assessorato alla Cultura della Provincia di Catanzaro con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria
Sede: Parco Archeologico di Scolacium Roccelletta di Borgia (Catanzaro)